giovedì 26 gennaio 2017

Recensione: Hai Cambiato la mia Vita di Amy Harmon

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Buongiorno Inkerini miei, come state? Io sto scrivendo questo post in una mala posizione sdraiata sul letto perché a star seduta mi gira la testa. Sono proprio da rottamare.
Ieri ho completato la realizzazione di un template che mi è stato commissionato e domani lo vedrete online sia sul blog in questione sia nella mia pagina della grafica qui sul blog.
Comunque, oggi è il 26 e oggi troverete in libreria e in tutti gli store online il nuovo libro di Amy Harmon, "Hai Cambiato la mia Vita", edito da Newton Compton, che ringrazio della copia omaggio che mi permette così di potervelo recensire oggi.


HAI CAMBIATO LA MIA VITA
Amy Harmon

⭐⭐⭐

Editore: Newton Compton
Prezzo: Rigido 9,90€ Ebook 4,99€
Pagine: 384
Serie: The Law of Moses #01
Genere: Romance, Paranormal

Trama: Lo trovarono nel cesto della biancheria di una lavanderia a gettoni: aveva solo un paio di ore di vita. Lo chiamarono Moses. Quando dettero la notizia al telegiornale dissero che era il figlio di una tossicodipendente e che avrebbe avuto problemi di salute. Ho sempre immaginato quel “figlio del crack” con una gigantesca crepa che gli correva lungo il corpicino, come se si fosse rotto mentre nasceva. Sapevo che il crack si riferiva a ben altro, ma quell’immagine si cristallizzò nella mia mente. Forse fu questo ad attrarmi fin dall’inizio. È successo tutto prima che io nascessi, e quando incontrai Moses e mia madre mi raccontò la sua storia, era diventata una notizia vecchia e nessuno voleva avere a che fare con lui. La gente ama i bambini, anche i bambini malati. Anche i figli del crack. Ma i bambini poi crescono e diventano ragazzini e poi adolescenti. Nessuno vuole intorno a sé un adolescente incasinato. E Moses era molto incasinato. Ma era anche affascinante, e molto, molto bello. Stare con lui avrebbe cambiato la mia vita in un modo che non potevo immaginare. Forse sarei dovuta rimanere a distanza di sicurezza. Ma non ci sono riuscita. Così è cominciata una storia fatta di dolore e belle promesse, angoscia e guarigione, vita e morte. La nostra storia, una vera storia d’amore.


Mentre mi avvicinavo alla fine di questo romanzo, ad un centinaio di pagine dalla conclusione, mi ero convinta che prima di scrivere questa recensione sarei andata a leggerne qualcuna di chi lo aveva valutato prima di me per capire quale arcano segreto fosse rimasto celato ai miei occhi che non mi faceva apprezzare a dovere questo libro, come invece pare essere piaciuto a tutto il mondo.
A lettura conclusa, però, non ne ho più sentito la necessità e non perché io abbia scoperto l'arcano segreto, ma semplicemente perché non c'è modo in cui io possa confrontare quello che ho provato - o meglio, quello che non ho provato - con quello che ha provato qualcun'altro.

Se avete letto la mia recensione di Infinito+1 sapete che i suoi personaggi non mi hanno toccata particolarmente e, purtroppo, la stessa cosa è successa con questo libro.
La storia inizia in fretta, ci vengono snocciolate piccole informazioni che dovrebbero dare forma ad un background e che invece trovano uso nel formare le motivazioni dell'insta-love. E sapete che io odio gli innamoramenti istantanei. Il colpo di fulmine, l'attrazione fisica, sono una cosa, l'insta-love è oggettivamente inconcepibile.

Per tutta la prima parte del libro i due protagonisti sono insipidi, senza spessore, e okay che sono adolescenti e viaggiano con gli ormoni a mille, ma a parte l'attrazione fisica, cos'è che li spinge l'una verso l'altro?
Tra i due, comunque, preferisco decisamente Moses, la sua peculiarità paranormale gli dà quel tocco in più che mi ha spinta a proseguire fino alla fine cercando di capirlo meglio e più a fondo.
Georgia, invece, per me avrebbe anche potuto non avere capitoli dal suo pov che non mi sarebbe cambiato niente. La frivolezza è tipica degli adolescenti, e mi sta bene, ma se un personaggio è frivolo nel comportamento non può essere il Dalai Lama in saggezza quando pensa. Di nuovo, coerenza.
La seconda parte del libro, invece, è più interessante, meglio articolata, più costruita. La crescita di Moses come persona è evidente, la sua voglia di cambiare, di migliorare, di fare ammenda è tangibile.
Tuttavia, nonostante le magnifiche immagini super evocative dei dipinti di Moses, nessuna emozione è riuscita a staccarsi dalle pagine e a restarmi addosso. Nemmeno la comparsa del piccolo Eli è riuscita a sfondare il muro bianco di totale apatia che si è creato tra me e questa lettura.
Ciò che salva il libro dalla totale demolizione - oltre allo stile della Harmon sempre impeccabile (che a questo giro Newton, perdonami, si è davvero impegnata per rovinare con maschili e femminili invertiti sia in articoli che in aggettivi che in nomi, parole mancanti, parole scambiate...) - sono le cinquanta pagine finali dove finalmente la tela di base che era stata tessuta con un dettaglio qua e un dettaglio là, prende forma rivelando il misfatto e dando una spinta al tutto che acquista ritmo e consistenza.

Sicuramente alla maggior parte di voi, se deciderete di dare una chance a questo libro, la storia piacerà, i personaggi susciteranno compassione e alla fine verserete pure le fantomatiche lacrime, ma io - che piango praticamente davanti a tutto - mi sono ritrovata di nuovo davanti ad una lettura priva di trasporto. Una lettura che non mi ha lasciato assolutamente nulla, nemmeno una citazione da mostrarvi.

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Allora lettori, che ne dite?
Di sicuro non è la recensione che vi aspettavate, eh?
Sì beh, ammetto di sentirmi un po' la pecora nera, ma è anche vero che per fortuna siamo tutti diversi.


20 commenti:

  1. Mi dispiace che questo libro non ti sia piaciuto :-(
    A me piace molto questa scrittrice e sono curiosa di leggere questo libro

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    1. Eh io e la Harmon non ci piacciamo molto mi sa xD

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  2. Sono scioccata ahahhaah io ancora non leggo questo libro ma fino ad adesso gli ho adorati tutti!

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  3. Io sono basita dalla quantità di errori di editing che hai citato.

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    1. Guarda... alcuni mi sono rimasti stampati in testa. Alcuni - tipo "Lasciò cadere la mano gambe" - sono proprio segnali di mancata rilettura.

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  4. Ahia. Come ti avevo detto mi ispirava, ma allo stesso tempo non mi ispirava troppo. Forse lo lascio perdere ^^'

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    1. Per me puoi lasciarlo sullo scaffale xD

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  5. Peccato non ti sia piaciuto, mi ispirava!
    Della Harmon ho letto anni fa I cento colori del blu mentre Il sole anche di notte (?) non mi aveva lasciato nulla di particolare. Avrei voluto ritentare con questo ma la tua recensione mi ha un po' scoraggiataxD

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    1. Io tenterò la lettura dei due che hai nominato, ma non mi aspetto faville xD

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  6. Di questa autrice mi intrigano alcuni titoli, ma non so se fa per me... E dalla tua recensione propendo per il no xD

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    1. Diciamo che io non sono una fan della Harmon, quindi forse il mio parere devi prenderlo con le pinze xD

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  7. Finalmente torno a commentare! Ce l'ho fattaaaaaaa jess, the champion.
    Ok, TORNIAMO A NOI!
    A me invece è piaciuto molto. Non mi aspettavo proprio un libro del genere.

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    1. Eh, mi sa che il problema con la Harmon è solo mio xD

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  8. Penso che lo prenderò in ebook se e quando faranno di nuovo gli sconti XDD Però, un po' mi incuriosisce a dir la verità. ^^

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    1. Il mio parere con la Harmon non è quasi mai condiviso xD

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  9. In una marea di commenti positivi, non fa male leggerne uno più "negativo"!
    Ti capisco perfettamente perché è successo spessissimo anche a me.
    Lo leggerò e saprò dirti :D Magari la penserò come te xD

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  10. a me invece è piaciuto tanto e mi ha coinvolta molto. Normale che non a tutti lasci le stesse impressioni, dai, è bello anche così

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    1. Eh ma io penso di avere un problema con la Harmon , i suoi personaggi mi restano sempre apatici xD

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