martedì 4 luglio 2017

Recensione: La partita vincente di Kristen Callihan

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Recensione 


Buongiorno Inkers, come state? Io oggi sono in fibrillazione perché tra poche ore sarò al concerto degli Evanescence *^*
L'ultimo (e unico) loro concerto a cui sono stata è stato nel 2004 credo, mi pare che fossi in terza media. Ammetto di avere i ricordi un po' sfuocati, anche perché all'epoca erano usciti solo due album, io ne conoscevo solo uno e nemmeno tutte le canzoni xD
Ah, ma questa volta sarà diverso!
Comunque, io che sclero a parte, oggi torno da voi con la recensione del titolo inaugurale della neonata casa editrice Always Publishing, ovvero La partita vincente di Kristen Callihan.


LA PARTITA VINCENTE
Kristen Callihan

⭐⭐⭐⭐

Editore: Always Publishing Editore
Prezzo: Cartaceo 13,90€ | Ebook 5,99€
Pagine: 471
Serie: Game On #1 di 5
Genere: New Adult, Sport Romance

Trama: Anna Jones è determinata a finire il college per scrollarsi di dosso le insicurezze dell’adolescenza e riuscire, finalmente, a trovare la sua strada nella vita. Nessuna distrazione, tanto impegno e un solo proposito: tenere alla larga il quarterback superstar del college che continua a lanciarle sguardi infuocati a la attrae disperatamente. Drew Baylor ha un luminoso futuro davanti a sé: quarterback di talento per un college prestigioso, è pronto al grande salto verso l’NFL. La notorietà, dentro e fuori dal campus, è parte di lui, anche se l'affascinante QB non sembra darci troppo peso. Ma non avrebbe mai pensato di incontrare, o peggio, di perdere la testa, per l'unica persona che sembra infastidita e intollerante alla sua fama. Una stella del football come Drew Baylor certamente sa come vincere una partita, ma riuscirà, a colpi di incontri bollenti, tanta dolcezza e perseveranza, a segnare il punto della vittoria nel cuore della sua irriverente Jones? Tutto è lecito in amore e nel football, inizia la partita!


Se avessi dovuto valutare questo libro per il suo esatto primo 50% sarebbe stato un Demolition Book Derby assicurato. Per fortuna dal 51% in poi la storia si riprende alla stra grande.

Mi dispiace, Drew, ma non riesco a lasciar andare la vecchia, stupida me. [...] Era troppo pallida, troppo silenziosa. Non è mai stata invitata a un ballo. Non è mai andata al ballo della scuola -né ha mai limonato nell’auto di qualche ragazzo.
Non era neanche mai stata baciata fino a quando è andata al college.
Non importa cosa ora dica a sé stessa, quella stupida vergogna del cazzo, quegli anni di gelido isolamento, non sembrano abbandonarla. Non importa che ora sappia di attrarre i ragazzi. Non importa che sappia di essere intelligente o che abbia degli amici. Sotto sotto, è ancora quella ragazza. [...]
Cazzo, non riesce a respirare quando le puntano i riflettori addosso. Perché lo vedranno. Lo vedranno tutti che è ancora quella ragazza grassottella che non riusciva a inserirsi. E tu sei un riflettore, Drew. Tu la accechi.

Come stavo dicendo, tutta la prima parte è un tira e molla di sesso. E basta. E onestamente anche no.
Okay, ci sta, perché la storia parte - almeno per uno dei due protagonisti - come una storia solo di sesso, ma non si può costruire un libro da 400 e passa pagine solo su questo.
Per fortuna entrambi i personaggi circa a metà del libro hanno un'evoluzione non indifferente e questo porta la storia ad un livello decisamente più alto.

Lasciata da parte la frenesia del togliersi i vestiti notiamo due personaggi molto profondi e molto ben caratterizzati. Anna è insicura, preda di un'autostima praticamente inesistente, che la condiziona in ogni occasione nei rapporti interpersonali. Drew si potrebbe pensare che sia il solito bad boy che insegue ciò che non può avere e invece fin dai primi capitoli dal suo pov ci accorgiamo di quanto questa idea sia sbagliata.
Ecco, parliamo di Drew. Parliamo di questo personaggio dalle infinite sfaccettature. Tra i due - ovviamente - è quello che mi è piaciuto di più. Anna è un personaggio standard, già visto e rivisto. La sua insicurezza fa anche sbuffare parecchio perché è prevedibile, si sa già come reagirà.

«Lo sai che odio le feste». Con l’ardore di un telepredicatore di domenica mattina. Faccio pena a fare conversazione e a mescolarmi alla gente. Datemi un angolo in un bar e pochi buoni amici e farete di me una ragazza felice. Ma le feste fanno schifo.

Drew no. Drew è un personaggio spezzato. Lui vive per il football, è grande e grosso, ma sa che non è tutto. Lui, che sente terribilmente la mancanza di quella famiglia che gli è stata strappata via troppo presto, lui che capisce a prima vista che quello che prova per Anna non è solo attrazione fisica.
Sì, io non amo gli insta-love, è risaputo, ma nel caso di Drew lo apprezzo perché non è la solita frittata.
Potrei parlarvi ore e ore di Drew, soprattutto perché nell'ultima parte è davvero stupendo. Ciò che prova è così intenso che è impossibile non entrare in empatia con lui.

I personaggi secondari sono appena accennati, ma va bene perché incuriosiscono abbastanza per stimolarti a voler leggere i volumi successivi.
La cosa che sicuramente ho apprezzato più di tutto è l'evoluzione della storia. Il punto di rottura degli equilibri è circa a metà, proprio quando finisce la fase conigli. Da lì c'è una crescita dei personaggi, una maturazione importante, che porta ad uno sviluppo che non avevo previsto e che mi è piaciuto davvero tanto.

«Alcune persone non capiranno mai i doni che hanno». Una lieve pressione sul collo mi porta più vicina al suo calore. «E alcune persone aspettano tutta la vita di avere qualcuno da amare»

Per quanto riguarda lo stile sicuramente non si può negare che la Kallihan sappia scrivere. Paturnie di Anna a parte, la lettura scorre meravigliosamente e le quattrocento e passa pagine si notano appena.
E poi è divertente. Cavolo, perché non ve l'ho detto prima? Questo libro è pieno di citazioni, di riferimenti, di una cultura di massa enorme. E il sarcasmo e l'ironia attraverso cui Anna e Drew interagiscono sono esilaranti. Davvero, il sorriso non ve lo toglie nessuno mentre leggete!

La Always Publishing ha fatto davvero un buon lavoro di traduzione con questo libro - anche se qualche refuso non manca, ma si perdona - e io non vedo l'ora di leggere la loro prossima produzione!

Ho sempre pensato che Baylor fosse alto e robusto, ma uno dei ragazzi al suo fianco sembra un gigante che mangia contadini a colazione. Un linebacker, se devo fare un’ipotesi. Ha persino la barba, piena e ispida. Forse è il fratello minore di Hagrid.

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E orsù ditemi lettori!
Cosa ne pensate?
Vi ispira questo libro?
Lo avete già acquistato?
Io penso che aspetterò che esca il secondo e in base a quello valuterò l'acquisto dei cartacei!


8 commenti:

  1. Il concerto degli Evanescence, che meraviglia!! *__*
    Per quanto riguarda il libro, invece, penso che passerò... la trama non mi sembrava nulla di particolare, ma ero disposta anche a dargli una possibilità, ma la mia buona volontà è sparita dopo aver iniziato a leggere la tua recensione. Per carità, sono contenta che dopo la metà il libro si sia ripreso e che ti sia piaciuto, ma non ho la pazienza, in questo periodo, di aspettare metà libro, quindi credo proprio che passerò :)

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    1. No, onestamente non lo consiglierei proprio a chi non ama indiscutibilmente il genere. Non è proprio il titolo ideale!

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  2. Questo libro mi ispirava dalla prima volta che l'ho visto, peccato solo che l'inizio non ti abbia preso perchè poi rende difficile il resto della lettura. Il tuo giudizio finale e la riscoperta dei personaggi mi fa ben sperare

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    1. Si riprende molto bene, infatti sono molto curiosa di leggere i volumi a seguire!

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  3. Sono molto curiosa di leggerlo, anche in vista del rare...anche se la prima parte tutta sesso non credo mi farà impazzire ma mi fido delle tue parole sulla ripresa da metà libro in poi.

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    1. Noi dobbiamo ancora preparare il post con la Challenge!

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  4. sono curiosissima per questo titolo, se c'è ironia per me parte già bene

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