venerdì 30 giugno 2017

Recensione: Il principe prigioniero di C.S. Pacat

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Recensione 


Buon pomeriggio Inkers, come va? Io sono reduce da un'esperienza di guida traumatica con il catorcino di mamma. Abituata io alle macchine moderne, la macchina di mamma che è anzianotta - ha compiuto 30 anni a Gennaio - è stata un incubo da guidare per poi scoprire che deve essere portata dal meccanico. Bisognerebbe scriverci un manuale: come uccidere Jessica in quattro mosse.

Comunque veniamo alle cose belle perché oggi è finalmente arrivato Bartolini con la mia copia di Paper Prince - rovinata, aggiungerei. Ah no, questa non è una cosa bella, ma è un omaggio, non è che possa lamentarmi.
Cosa dicevo? Assì, cose belle! Ma la recensione di oggi ovviamente! Forza, forza, venite a farvi conquistare da "Il principe prigioniero" di C.S. Pacat edito da Triskell Edizioni!


IL PRINCIPE PRIGIONIERO
C.S. Pacat

⭐⭐⭐⭐

Editore: Triskell Edizioni
Prezzo: Cartaceo 11,00€ | Ebook 5,99€
Pagine: 186
Serie: Captive Prince #1 di 3
Genere: Fantasy, M/M

Trama: Damen è un guerriero e un eroe per il suo popolo, nonché il legittimo erede al trono di Akielos. Ma quando il fratellastro si impadronisce del potere, Damen viene catturato, privato del suo nome e spedito a servire il principe di una nazione nemica come schiavo di piacere. Bellissimo, manipolatore e pericoloso, il suo nuovo padrone, il principe Laurent di Vere, rappresenta tutto il peggio della corte di quel paese. Ma all’interno di quella letale ragnatela politica niente è come sembra, e quando Damen si trova, suo malgrado, invischiato nelle macchinazioni per il raggiungimento del potere, è costretto a collaborare con Laurent per sopravvivere e salvare la sua casa. Per il giovane condottiero, a quel punto vige una sola regola: non rivelare mai, in nessun caso, la propria identità, perché l’uomo da cui dipende è anche colui che, più di chiunque altro, ha motivo di odiarlo…


Sapete cosa? È davvero un peccato che questa non sia una video recensione perché non potete vedere l'aria stralunata e l'espressione da ebete che ho in questo momento pensando a questo libro.

"Il principe prigioniero" è stato una sorpresa. Una di quelle belle, tra l'altro, anche se dalle prime pagine non lo avrei mai detto.
La prima impressione, infatti, è stata quella che mancasse qualcosa. Lo stile mi piaceva, ma c'era qualcosa che rendeva povera la storia, il contenuto, non so bene. E poi... puff! All'improvviso non ne me sono più accorta. Continuavo a girare una pagina dietro l'altra avida di informazioni, sempre più curiosa di scoprire molto di più di Damen e Laurent e delle macchinazioni che giacevano dietro ad ogni azione.

La moltitudine di persone che era venuta ad assistere ai saluti del principe emise un boato di approvazione. Damen non fu sorpreso del fatto che Laurent avesse l’appoggio del popolo. Sosteneva bene la parte, con i suoi capelli biondi e il viso di una bellezza impossibile. Era facile amare un principe tutto dorato se non dovevi guardarlo strappare le ali alle farfalle. Seduto dritto sulla sella, apparentemente senza sforzo, aveva un portamento impeccabile, quando non ammazzava il cavallo.

Damen e Laurent sono personaggi diametralmente opposti che vi conquisteranno in un battito di ciglia. Opposti come il giorno e la notte, abitanti di due mondi paralleli come Sparta e Atene, sempre in lotta l'uno con l'altro ma impossibilitati a uscire dall'orbita che inevitabilmente li spinge l'uno verso l'altro.
E nonostante l'esiguo numero di pagine, che può far dubitare della validità della storia, la Pacat riesce a costruire un mondo ricco di dettagli e storia senza risultare pesante.
Crea personaggi caratterizzati fin nei minimi dettagli e ti fa partire in un nanosecondo la ship anche se i personaggi si odiano, mentre contemporaneamente ti fa salire il nazismo verso quei personaggi che non devono permettersi di piantar grane nella coppia che favorisci.

Laurent poteva anche parlare come se fosse cresciuto in un bordello, ma la sua mente era degna di un cortigiano della sua schiatta, abituato all’inganno e al doppio gioco. E i suoi meschini intrighi potevano rivelarsi molto pericolosi per qualcuno che era completamente alla sua mercé, come nel suo caso.

Ma la cosa per cui amerete incondizionatamente questo libro sono "la lotta per il potere, le sfrenate passioni, gli intrighi, i tradimenti furono affrontati con indomito coraggio da colui che, solo, poteva cambiare il mondo...". Di chi parlo? Di Laurent ovviamente.
Vi sarà impossibile non rimanere affascinati da lui e non perché è uno stronzo crudele che gode a far del male, ma per la sua intelligenza. Il modo in cui questo personaggio tesse la sua tela è qualcosa che non avevo mai incontrato prima.

Dimenticatevi che è un M/M perché se leggete New Adult o Erotici non ci troverete niente di nuovo, anzi, praticamente scene osé non ce ne sono.
Prendete in mano questo libro e godetevelo per quello che è: un fantasy storico, ben scritto, ben tradotto con personaggi che vi conquisteranno. 

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Allora lettori, che ne dite?
Voi siete più per pelle candida e aspetto angelico con capelli biondi e occhi azzurri
o preferite il sapore della terra con la pelle olivastra, capelli neri e occhi di brace?




8 commenti:

  1. Io amo tanto Xena, ehm no, volevo dire Laurent!! Ma amo anche Damen... W I LAMEN! Ecco. Attendiamo con ansia i seguiti ovviamente, anche se io so già come si conclude tutto! :P

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  2. Damen e Laurent! <3 sono davvero contenta che ti sia piaciuto!

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    1. Non ne dubitavo e non vedo l'ora di leggere i seguiti!

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  3. Uaaaaah, io te e Fede abbiamo letto decisamente lo stesso libro! Sono strafelice che ti sia piaciuto e concordo con tutto quello che hai detto. Sul fatto che sia un MM e che questa non sia la sua caratteristica predominante non so più come dirlo. Spero solo che qualcuno ci dia ascolto :)

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    1. Ho notato che il problema della gente è che associa il genere MM al sesso. Come se dovesse esserci solo quello. Poi però leggono erotici. Boh.

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